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Jacopo De Nardo

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Nell’ultimo decennio una grande quantità di professionisti ha introdotto nei propri protocolli di intervento su atleti, pazienti e clienti l’utilizzo del foam rolling per implementare la qualità del lavoro svolto sulla persona sia da un punto di vista riabilitativo (aumento o recupero del ROM, aumento flessibilità muscolare) sia per il miglioramento della performance (pre e post workout come rilascio miofasciale da
attivazione o recupero). Ma cosa dice la scienza a riguardo e quali sono i reali effetti del foam rolling sul benessere fisico del soggetto?
Innanzitutto, occorre spiegare che il foam roller, attrezzo utilizzato per il rilascio miofasciale, è generalmente un cilindro di poliuretano o plastica o gomma rigida, che in alcuni casi può presentare delle piccole sporgenze volte a lavorare meglio in profondità sulla fascia, trattando meglio i trigger point.

Con il passare degli anni, le tecnologie di questo oggetto si sono evolute e dal cilindro sono stati realizzati molti altri tools interessanti come le sfere, i roller più specifici per la zona muscolare trattata o addirittura hand roller per poter essere utilizzati su pazienti o clienti.
I benefici del foam rolling sono stati a lungo studiati e la letteratura scientifica offre molti spunti interessanti per capire in che modo utilizzarlo,
in quale fase della prestazione e per cosa.

IN CHE MODO?
Il foam roller è stato utilizzato per i vari studi in modo sempre diverso, non vi è un protocollo effettivo al quale si possa far riferimento scientificamente, dato che lo scorrimento del cilindro sulla zona muscolare interessata è stato spesso diverso sia per la quantità di ripetizioni, sia per qualità del movimento fatto fare sulla fascia interessata.
Per offrire uno spunto valido, la società TRIGGER POINT™ ha sviluppato delle metodiche di intervento piuttosto valide che prevedono fasi diverse di rotolamento, frizione e scorrimento utilizzate in maniera differente in funzione dell’obiettivo.
In generale il self-myofascial release (SMR), chiamato così in letteratura, ha trovato i suoi benefici già per semplici applicazione di pressione e scorrimento sul tessuto trattato.
Riguardo la quantità di lavoro, quindi sulle ripetizioni, molteplici ricerche hanno provato a fornire strumenti validi e protocollati di intervento, ma spesso hanno portato a risultati diversi. Uno in particolare di Monteiro et el del 2017 propone la somministrazione dell’esercizio overhead squat ad un gruppo di campioni prima e dopo l’utilizzo del foam roller per il SMR: servono almeno 90 secondi di applicazione del rullo affinché ci siano miglioramenti significativi nell’esecuzione dell’esercizio.
Il consiglio che posso offrire è quello di eseguire all’incirca una decina di rotolamenti del foam roller, come altre ricerche scientifiche hanno proposto, sulla fascia muscolare per 3 serie in modo da ottenere un risultato soddisfacente raggiungendo i 30 secondi circa di intervento. Oltre a ciò si può perfezionare il lavoro con 5/6 frizioni trasversali sul punto di maggiore dolorabilità e altrettanti scorrimenti.

QUANDO UTILIZZARLO?
Una questione molto importante del foam rolling è il momento in cui debba essere utilizzato: prima o dopo la performance?
Numerosi studi sono stati effettuati a riguardo e le conclusioni più significative hanno rivelato che l’uso del foam roller prima di una gara o di una prestazione aiuta la zona trattata a migliorare l’afflusso ematico e l’apporto di nutrienti, aspetto interessante durante la fase di riscaldamento o pre-workout.
Nota ancora più positiva è il fatto che non pregiudichi in alcun modo la prestazione in quanto hanno dimostrato come agilità, potenza e forza vengano mantenute in egual modo sia per atleti che applicano il SMR sia coloro i quali preferiscono un approccio più “classico”. (Behara & Jacobson, 2015).
In una ricerca eseguita da D’amico et al. (2017) si è evidenziato come il foam rolling, usato come strumento di recupero tra due serie di 800 m di corsa eseguite al massimo della velocità, rispetto ad un recupero passivo statico, non alteri in alcun modo il tempo, la velocità e la falcata dei corridori. Riguardo il post-workout, invece, i benefici sarebbero legati maggiormente al recupero e allo smaltimento di lattato, anche se, riguardo quest’ultimo, ricerche hanno dimostrato che rimane ancora più efficace una fase di recupero attivo, rispetto allo scorrimento mio fasciale con rullo.
Vi è uno studio di Rey et al., il quale sostiene che il SMR aiuti a migliorare il recupero dell’agilità nei giocatori di calcio, durante fasi di lavoro ripetute in atleti che hanno necessità di eseguire gesti atletici puliti, veloci e ciclici.
In un elaborato di Beardsley et al, (2015) si sono ricercati gli effetti acuti e cronici delle tecniche di massaggio miofasciale. Il miglioramento soprattutto nella fase acuta della flessibilità e della riduzione della sensazione di stanchezza muscolare è evidente.
Un’altra conseguenza prodotta è stata un aumento dell’attività parasimpatica in grado di aumentare la capacità di recupero muscolare.


PERCHE` APPLICARE IL FOAM ROLLING?
Qual è, dunque, il motivo per il quale molti professionisti si sono avvicinati a questi nuovi attrezzi e a questo nuova metodica di intervento?
I benefici sulla qualità del ROM (range of motion) articolare e sulla mobilità dei tessuti molli è evidente e la letteratura scientifica è concorde. Da un punto di vista riabilitativo e/o posturale poter guadagnare qualità nel movimento dei segmenti corporei è fondamentale per il benessere del soggetto e la ricerca promuove l’utilizzo di ciò; contrastare la rigidità fasciale, permette ovviamente un maggior scorrimento dei tessuti, i quali favoriscono un maggior afflusso di sangue. Inevitabile il beneficio per il corpo quando aumenta l’apporto di ossigeno e di nutrienti nei tessuti, soprattutto durante la performance e durante la fase di recupero.
Resta il fatto che punti a favore del foam rolling ce ne sono, sono evidenti e rimanere ciechi di fronte ad una metodica che anche la scienza approva potrebbe risultare limitante in quanto molti aspetti del nostro corpo, come discusso finora, traggono vantaggi tangibili grazie ai vari foam roller e grazie al Self Myofascial Release.


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